16 gennaio 2009

Pane di Carosella

La carosella è (anche!) una varietà di frumento tenero la cui pianta raggiunge il metro di altezza.

Il grano Carosella è un seme antico, sopravvissuto alle manipolazioni genetiche, che un tempo si coltivava in molte zone del Cilento e del Sud Italia. Probabilmente il suo nome deriva dalla volgarizzazione del termine cariosside, che sta ad indicare il chicco secco di grano ancora rivestito dalle glumelle. Altra ipotesi consiste nel riconoscere la radice comune fra "Caruso" ( nella tradizione siciliana ragazzo con la testa rapata) e carosella ( piccola testa-seme rapata, liscia); allo stesso tempo esiste un'analogia tra la spiga del grano, che risulta carosata , in quanto presenta delle ariste corte sulla sommità della stessa, e il termine caruso.

La farina di Carosella è ottima per preparare il pane.

15 gennaio 2009

Spiegel Im Spiegel - Arvo Part

Ci sono foto, panorami, sguardi, musiche, suoni, odori che sembrano sparsi per il mondo come da una grandissima mano che sparge sale per dare sapore.
Danno vita a momenti, luoghi, sensazioni che prima non c'erano e si ricavano un tempo loro, come a crearlo dal nulla in mezzo al tempo reale.
In questo spazio di sensazioni ogni uomo è tutto l'Essere e un canale di coscienza senza razione si apre nel petto e attraversa tutto l'Esistente, correndo in varchi immensi a velocità del pensiero, aprendo gallerie emotive istantanee e voragini immense, boschi e lacrime, nostalgie e futuro.

Ascoltando Spiegel Im Spiegel di Arvo Part accade questo in me. Una piccola parte assolutamente nascosta e dimenticata di me, alle prime note si ferma, alza la testa bambina e rimane così, immobile, ad occhi spalancati, senza respiro, in totale ascolto di queste note lontanissime e fluide che la scivolano non so dove.

La prima volta che l'ho ascoltata, sdraiata
in un pomeriggio in penombra, l'ho subìta senza accorgermene, mi ha cullato lievissimamente invadendomi come un'onda tiepida il petto, penetrandomi la non coscienza come un ago morbido e in un silenzio che invece è musica mi ha dato l'illusione apparentemente eterna, come tra le braccia calde e sicure di un papà, di essere al sicuro.

Era marzo 2006.

13 gennaio 2009

Smalto, rossetto e pollice verde


Visto che sono molto solitaria e pensierosa in questi giorni, visto che nonostante siamo il 13 gennaio le mie rose fioriscono, mi sono fatta un regalo. Un libro che racchiude nel titolo Femminilità e Natura.
"Smalto, rossetto e pollice verde" di Letitia Maklouf edizioni Tea

Io sono qui dentro.

33 cose insopportabili

Cose che mi hanno rotto, o che stanno per.

1. Federico Moccia
2. Alfonso Signorini (ma come fa a vivere guadagnando soldi dicendo il modo insulso cose insulse di persone insulse)
3. Chi su facebook ti chiede: "ma ci conosciamo?" è ovvio che lo sai già se uno lo conosci, quindi per favore o accetti o ignori.
4. Chi su facebook ti chiede "amicizia" e poi non ti parla e non dice niente e sta là.
5. Maurizio Costanzo (ibernato?)
6. Chi quando nomini Franco Califano ammicca e dice, vabbè però è un personaggio.
7. Dagospia (ma possibile che la gente si accorga che è un paraculo che usa i gossip vestito da giornalista e usa l'essere giornalista epr parlare di scemenze da gossip, e glielo faccia fare, dicendo, beh, però è forte il suo sitooo)
8. Chi per non sbilanciarsi a fare una scelta, non parla. Come se non parlare fosse non fare una scelta.
9. La pubblicità del kinder bueno con andrew howe.
10. I test di facebook (che animale saresti?che pezzo di interiora saresti?che dragqueen saresti?)
11. Le mini prostitutine (i loro genitori, ovviamente, che le riducono così) delle pubblicità per bambini, che a 8 anni hanno il lucidalabbra e l'ombretto e si muovonon come entreneees
12. Fabio Fazio che quando c'è qualcuno di ammirevole, ammira, e quando c'è qualcuo di scomodo, ammira, e quando c'è qualcuno che non gliene frega a nessuno, ammira.
13. le frange lunghe piatte e leccate sulla fronte dei ragazzi che invece di stare a fare quello che stanno facendo, se la lisciano, se la lisciano, se la lisciano...
14. tutte le marmellate senza zuccheri aggiunti (li tolgono?lasciano quelli della frutta ogm? ma se non vuoi comrpare una marmellata che da mondo e mondo è fatta di metà zucchero e metà frutta, perchè non compri qualcos'altro?)
15. il pane incelofanato mezzo cotto e mezzo no che per questo fatto costa il triplo. Ma se lo hanno cotto di meno, perchè non costa di meno?
16. le pubblicità anti duplicazione dvd e antiscaricamento musica che ci sonon prima dei film a noleggio. Dovrebbero farti sentire un delinquente perchè scarichi un torrent di un film americano, mentre di delinquenti, eccheccacchio, ce ne sarebbero un paio di altri...
17. il lucidalabbra senza colore che stanno bene solo a Angelina Jolie.
18. l'ossessione per i peli
19. i finti saldi (che alzano il prezzo, prima di ribassarlo e lo vedi sotto le etichette appicicate una sull'altra) e i finti stand dentro ai negozi (mega cartelli in alto, con tutto al 50% e poi, infilato tra tre stand, ci infilano uno, con le cose belle _che già stai dicendo, ah beh, non male questo qui..._e un cartellino piccolissimo che con scritto, merce non in saldo_ farabutti)
20. contro le rughe, cosa cavolo dobbiamo fare: 1. non fare smorfie.2. fai smorfie.
21. studio aperto
22. le chiavi in fondo alle borse
23."mi lasci parlare?" - "non ho ancora finito" - "si, ma stai calma"
24. le donne che sanno tutto delle maestre, prof ecc e che sanno esattamente quando è il loro compleanno, quali sono nell'ordine i punti dell'ordine del giorno della terza assemblea dei genitori, quelle che si divertono alle pizze/tutti insieme di fine anno e soprattutto, sopra ogni cosa, le mamme che ti telefonano a casa perchè tuo figlio ha scarabocchiato una gomma da cancellare del loro pupetto perchè "è una mancanza di rispetto".
25. chi viene a casa tua trecento e non una ha fatto in tempo a comprare una bottiglia di vino, però il tuo vino è un tantinello andato.
26. chi ti chiede se può passare avanti in fila solo perchè ha una scatola di pelati in meno di te.
27. il regime televisivo
28. le clausole microscopiche dei contratti bancari.
29. i tacchi delle scarpe che improvvisamente buttano fuori un chiodo e inizi a fare Tac Tac Tac con rumore metallico.
30. gli ex fidanzati/e che mandano messaggi con l'intimità che non c'è più.
31. le commesse arrabbiate.
32. i tirchi/braccine corte.
33. Dove sempre accorciare i jeans nuovi.

Si accettano suggerimenti.

12 gennaio 2009

Consolazioni

Lontana da quella me che ha le visioni e parte per le conquiste, sono in compagnia dell'unica me che per ora rimane. Sono anni che non mi capita di esseregiù di morale per qualcosa che non sia l'amore. Strano? non lo so, forse dipende dalle priorità che ognuno di noi ha.
Oggi, in questi giorni, in questo periodo, la stanchezza in senso lato mi porta sconforto e demoralizzazione nell'ambito professionale, sociale. Non sono riuscita a confidarmi con il mio compagno, non bene come avrei voluto. L'ho fatto con un'amica. Ma mi porto dentro un'amarezza che mi toglie energie, un pensiero esistenziale che mi fa vedere la mia vita dall'alto, immersa in un bicchiere mezzo vuoto.
Sicuramente questa nuvola grigia passerà, in un modo o nell'altro. Intanto mi rifugio in questa felpa che, come il gattino nudo che tengo in mano, mi riscalda il cuore, aspettando che la bufera passi.

10 gennaio 2009

Valore di mercato

Nei momenti di recessione il valore dei beni sembra crescere. Un giorno al mercato la verdura costa più, eppure è la stessa verdura di ieri.
Fosse così semplice valutare il valore che abbiamo per chi ci sta accanto, non ci sarebbero lacrime per le donne e porte chiuse in silenzio per gli uomini.
Fosse così semplice, sapremmo di essere un chilo di arance e di valere come un chilo di arance.

Invece io mi sento come in un mercato surreale. So di essere un chilo di arance, biologiche e ruspanti, so che zuccherato o spremuto alla maniera giusta so diventare sublime al palato. Ma in questo mercato tarato al contrario, il mio valore, sulla bilancia e sopra la finestrella della cassa che fa biiip, risulta essere, per la cassiera troppo distratta dalla fatica, dalle giornate lunghe, dalle solite facce dure che vede, dal pensare solo ai casi suoi, il valore di un mandarino ammaccato.

8 gennaio 2009

Da Jamiro a Carosella

Un saluto di un paio d'ali.

Storie di femmina, istinto e coraggio

1gelosìa [ʤelo'zia] s.f.
1 sf
ansietà tormentosa di chi teme di perdere l'amore della persona amata
2 sf
rivalità, invidia che nasce da vere o presunte preferenze
3 sf
piccolo sportello, praticato nella parte inferiore di una persiana, che si apre inclinandosi verso l'esterno; anche l'intera persiana.

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Io non sopporto essere gelosa. E' come un mal di testa che non passa, è una specie di rimasuglio di cibo tra i denti, è un sassolino che non è nella scarpa, ma è rimasto impigliato tra la calza e il piede. Scrolli, scuoti, sbatti la scarpa, il piede, ma no, rimane lì, casomai si sposta un pò, ma appena riprendi a cammianre, eccolo lì, che pungente si fa sentire.
Odio la gelosia quando con tutto lo sforzo che fa la mente e la logica, si attenua un pò, ma che appena ti rilassi, zac, esce fuori e ti invade il petto.

Io non sono gelosa senza motivo. 

Certo, un geloso se lo trova sempre un motivo.
E poi la gelosia è sintomo di insicurezza no? Oppure di corna! o di messaggini sul telefono. O di telefono dell'uomo rigorosamente nascosto nelle tasche o portato in bagno, all'occorrenza.
Ok, ok, lo so, lo so le supposizioni non valgono, i timori sono solo timori, mica realtà. La fiducia è la prima cosa, nel rapporto. Si si, ho capitoooo.
Ma il sesto senso? dove lo mettiamo il sesto senso? quel qualcosa di impalpabile che ti sussurra all'orecchio che anche se nulla di davvero grave sta accadendo, qualcosa di poco chiaro c'è? Nella mia vita il sesto senso ha sempre avuto ragione.

Vi racconto una storia:
C'ERA UNA VOLTA, molto tempo fa, un uomo e una donna su uno scoglio a prendere il sole di luglio. Lui faceva le parole crociate, lei leggeva un libro. C'era serenità e pace, tra loro. Lui qualche giorno prima le aveva chiesto cosa ne pensasse di ristrutturare una casa in campagna, per la precisione un vecchio granaio con delle travi bellissime. Nessun'ombra, tranne qualche divergenza di tempi nella relazione, come spesso accade, tra uomo e donna.
Estate quindi, mare, sole, pace.
La donna legge e rilegge la stessa pagina di quel libro. Inizia ad agitarsi, alza la testa guarda in giro, fissa l'orizzonte. Poi sospira e si rimette a leggere. Ma è inquieta. Legge e rilegge, sempre più attenta a centellinare parole o pensieri, o non si sa. L'uomo non si accorge di niente,
come spesso accade, tra uomo e donna.
Ad un certo punto la donna sembra aver raggiunto uno stato di resa a ciò che va fatto. Chiude lentamente il libro. Lo appoggia sullo scoglio vicino, carezzandogli la copertina con una mano. Si alza, barcollando tra le punte degli scogli e, non senza una certa grazia dei movimenti unici che sono mossi da un fine importante, raggiunge l'uomo, seduto con le gambe a penzoloni. Gli si mette proprio di fronte, quasi tra lo spazio delle ginocchia.
Lui non può che alzare gli occhi dai cruciverba, la guarda attraverso gli occhiali da sole firmati e sorride.
"Ciao gigetta" le dice, come sempre. La donna è seria, ma non arrabbiata. Rassegnata ad un'azione che deve portare a termine, lo sa di non avere scelta, ormai. Lo guarda triste negli occhi. 

Quando uno stato di coscienza arriva a portarti a galla una realtà, non hai scelta, la devi guardare in faccia.
Così fa lei. Lentamente alza le mani e lentamente toglie gli occhiali da sole all'uomo, che istintivamente stringe gli occhi, per il riverbero forte del sole del primo pomeriggio.
Gli occhi di lui sono azzurri, di un azzurro grigio molto striato. Le ciglia castano chiare, e intorno delle rughe, che fanno parte di un certo fascino che hanno gli uomini di quell'età.
La donna abbassa lentamente le palpebre come a prendere l'ultimo respiro di coraggio e sottovoce, lentamente ma in modo estremamente chiaro, dice:
" Dimmi quale donna hai conosciuto due mesi fa, e stai frequentando."
Occhi negli occhi, respiro sospeso. L'uomo, dopo due o tre secondi, deglutisce, ma non trova saliva. Un piccola smorfia all'angolo della bocca.
Ecco, si dice tra se e se la donna. Ecco.

Dopo poche ore lei saprà da lui che una donna c'era, e c'è, conosciuta un paio di mesi prima, frequentata qualche volta per puro interesse umano
( le tocca sentire questo, si) e poi invece, una cosa tira l'altra e insomma, anche una vicinanza fisica non esagerata (si, si, lui le dice proprio così). Alla fine della giornata lei saprà che lui va regolarmente a letto con questa donna da due mesi, ma, come sottolinea lui, solo il martedì. Perchè mica la ama. Ha solo ceduto al richiamo della carne, perchè la relazione con lei era impegnativa, lo metteva di fronte a certe scelte e sai, gli uomini sono così, cercano sempre altrove uno scampolo di libertà, quando stanno per impegnarsi. Gli uomini sono così, le ripete lui, non riescono a dedicarsi completamente ad un progetto con una donna. E poi l'"amante" ha sempre un modo diverso di fare sesso, perchè la trasgressione e il proibito sono un eccitante fortissimo. E la donna che non hai come tua, è sempre più desiderabile.

Negli spasmi di dolore nella mente della donna si forma anche un flebile pensiero:
" Ma che cazzo dici? pensate di essere gli unici, voi maschietti, a godere della trasgressione? a desiderare altre persone? ad avere tentazioni?"
Ma il dolore è più forte della filosofia spiccia. La delusione è incommensurabile.

Dopo qualche anno quel libro è lì, nella libreria della donna. L'uomo in questione non c'è più. La storia è andata avanti così: dopo mesi di tentativi, la donna ha ceduto al pentimento e lentamente lo ha riaccolto. Perchè quella donna, crede alle persone. Dopo qualche mese in cui cercavano di ristabilire una relazione pulita, accade un giorno, in un letto, in una siesta pomeridiana, che lei, ancora una volta gli chiede, tranquilla e sottovoce : "Dimmelo piano, voglio godermi questo momento, posso davvero, a questo punto, stare tranquilla?".
Nuovamente pochi secondi di silenzio tagliano l'aria e l'uomo risponde, come un ragazzino trovato senza compiti fatti dalla prof.
"Non posso nasconderti nulla, gigetta, sei incredibile. Non sono degno di te, mi sento sporco. Si la vedo ancora, l'ho vista anche l'altro ieri. Ma era perchè sotto le feste si è tutti alla ricerca di calore, e allora volevamo solo farci gli auguri, e poi sai, una cosa tira l'altra..."

Il libro, dopo qualche anno è ancora lì, dicevo. L'uomo no. Ogni tanto la donna passa davanti a quel libro e si ricorda perfettamente quella pagina, letta sullo scoglio. La frase era questa:

"Per l'ingenua e la donna dall'istinto leso, la cura è la stessa: esercitarsi ad ascoltare l'intuito, la voce interiore; vedere quel che si vede; ascoltare quel che si sente; e poi agire. In base a ciò che si sa essere vero".

e ancora:
"La paura è una scusa modesta per non fare il lavoro. Abbiamo tutti paura. Se sei vivo, hai paura."

e ancora la più importante:
" Che cosa c'è dietro? Cosa non è come sembra? Cosa conosco nella profondità del ventre che vorrei non sapere? Cosa in me è stato ucciso o sta morendo"

Quando sarai pronta ad aprire la porta della verità, e sarai pronta a scoprire la peggior cosa che temi e a reggere qualsiasi cosa tu possa scoprire dietro, quello, quello è il momento di essere vivi. E di aprire la porta.

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Così ho vissuto finora.
Non credo di dover cambiare adesso. Almeno non per paura.

Il libro é:

DONNE CHE CORRONON COI LUPI _ il mito della donna selvaggia_
Clarissa Pinkola Estés
ed. Frassinelli


6 gennaio 2009

pudore a dire mamma a tempo pieno

Il primo post di quest'anno è condito da uno sciocco senso di pudore: erano anni e anni che il pensiero non mi sfiorava, ma ora lo ha fatto, in forma di leggero punto di domanda: cosa ci sarebbe di male a desiderare ogni tanto di vivere facendo davvero per bene, la mamma e la moglie? centinaia di donne negli Usa, come Kate Millet, e il suo libro Sexual politics del 1969 abbrividirebbero, ma io in quegli anni nascevo e i cortei non li ho sentiti. Grazie a tutte loro, grazie di cuore. Perchè se per me lavorare e decidere per me e essere libera, è soprattutto grazie a loro.

Libera però anche di desiderare di poter dedicare tempo vero e prezioso a un figlio, fare tante cose insieme, e le tante cose di una famiglia. Non so, forse ora mi piacerebbe provare, o forse no, insomma meditavo su questo, il quinto giorno del 2009.