30 maggio 2008

Orgoglio e pregiudizio?

Non è questione di orgoglio, nè di pregiudizio. Ma forse di semplice realismo.

É comprensibile aspettare da un uomo di sentire dalle sue parole cosa prova per me, prima di decidere se investire il mio tempo e la mia fiducia su di lui?

28 maggio 2008

Confusa e dispersa

In questo preciso momento le mie cosce stanno bruciando. Un formicolìo pizzicosissimo si è impadronito dei miei glutei e questo mi dovrebbe rallegrare, perchè significa che la crema dimagrante fa proprio l'effetto giusto. Bene! allora sono contenta di avere miliardi di formiche rosse che mi azzannano le chiappe. Ma non volevo scrivere di questo, stasera. Volevo chiaccherare di cose importanti, ma ora che le analizzo, credo che siano troppo importanti per ordinarle e snocciolarle qui.
Ok, la realtà è, si la realtà è che, la realtà è che sono confusa. Molto confusa. E sentimentalmente io non lo sono mai.
Sembra una cosa strana da dire, ma giuro che è così, l'ho detto anche alla mia amica Cate. In amore mi sono sempre buttata a capofitto senza una ragione, ovvero senza ragionare. Perchè se in amore ragioni, cosa ci stai a fare innamorato?
Ma le mie recenti vicende sentimentali, e altri accadimenti più o meno seri, mi hanno ben più che sbucciato la pelle, mi hanno fatto una specie di anestesia al derma. E' un anestesia altalenante. In certi momenti sento tutto il cuore pulsare come un matto, in altri mi chiuderei dietro la porta blidata, a doppia mandata.
Beh, io a questa cautela non ci sono mica abituata. E mi disorienta perchè è come se un virus del distacco si impadronisse a salti del mio corpo. E' come se avessi bisogno inconsciamente di qualcuno che mi convincesse (con i fatti, ancor più che con le parole) che si può essere sinceri e profondi. Che si possono incontrare persone meritevoli di profondo rispetto e stima. Che non tutti ti fregano alle spalle.
Fino ad allora una parte di me si lascerà condurre verso il nutrimento del cuore, l'altra se ne starà accucciata in cima ad uno scoglio, perplessa e sfiduciata, guardando il mare.
Non c'era niente da ridere in questo post, lo so. Ma non siamo mica a Zelig, no?

27 maggio 2008

cioccolato amaro

Riemersa da un torneo di relazione, riprendo i ritmi miei, le mie misure. I miei gusti.
Come il cioccolato, da tenere saggiamente in frigo, da scrocchiare con i denti e lasciar sciogliere lentamente in bocca.


Per la prima volta gli anni passati mi aiutano a usare l'esperienza vissuta come scudo per le onde alte che arrivano.
Il calore non fa più paura. Il gusto amarognolo è un sapore adulto.


Spesso però le temperature più alte arrivano da dentro e gli scudi di cioccolato amaro ghiacciato dovremmo averli nel petto.

18 maggio 2008

La donna che non deve piangere. MAI.

No, un momento, io questa cosa la devo raccontare. Una "donna che non deve piangere, MAI". Innanzi tutto esiste davvero, non è un'invenzione per fare scena. Esiste e ieri sera mangiava davanti a me un antipasto misto di pesce in una trattoria (Antipastoteca di mare , ndr, consiglio). E poi il contrasto delle due dirimpettaie, lei ed io, era eccezionale. Lei, asciutta, io che spando. Dunque funziona così, la cara D.(le darò un'iniziale fittizia, finchè non richiedo il permesso ufficiale, sono molto gentile, io) ha le lacrime grasse. Cioè lei è magra, ma i suoi occhi quando emettono fluidi lo fanno in modo grasso. Questa la spiegazione. La pratica però è che lei non può piangere perchè è allergica alle sue stesse lacrime grasse! E quindi, se vede un film commovente, se il regalo che le fanno è troooooppo carino, se il conto del parrucchiere è troppo alto, se perde il portafogli, NON PUO' PIANGERE! Pena il trovarsi (testuali parole) "due occhi come due patate" e la reale difficoltà ad aprire, a pianto concluso, le palpebre.
Si riserva di conseguenza di piangere per eventi davvero meritevoli. Allora si, può concederselo. Si prende appuntamento con il fatto, si deve sdraiare (lo giuro, è vero), applicare una mascherina di quelle fresche fresche sugli occhi e, in posizione supina, a quel punto può fare buaahhh e piangere in santa pace. Tutto questo lavoro naturalmente l'ha allenata a non farlo spesso, mi diceva. Mica come me, che ad ogni 10 metri mi faccio un piantino. Solo ieri ho calcolato mentre mi raccontava, mi sono commossa per una cosa tenera che mi ha detto mia figlia (1° piantino/breve), mi sono emozionata più tardi per una canzone di dieci anni fa che mi ricordava tanto una cosa (2° piantino/breve), mi sono agitata per una conversazione difficile con il mio ex (3° piantino/di tensione), mi sono lasciata andare in macchina, andando alla trattoria, di cui sopra, appena chiuso il tel con il mio uomo attuale, che è lontano adesso e non sa niente della mia giornata carica di tensioni e io non ho saputo trasmetterglielo e così in un secondo è caduta la comunicazione e io sono rimasta lì, in macchina, con la pioggia, carica di tensione/emozione/mancanza (4° piantino/nostalgico emozionale). Totale 4. Di cui l'ultimo ha comportato lo scolamento dell'eye liner che per l'occasione mi ero accuratamente steso sulla palpebra, credendo che dopo 3 piantini, la serata sarebbe andata via liscia, anzi asciutta. Se avessi le lacrime grasse come la mia amica, i miei occhi sarebbero ettari di coltivazioni di tuberi.
Invece credo di averla magra, la lacrima. Almeno quella.

11 maggio 2008

Shakespeare in love

Cinquantesimo compleanno di una qualsiasi professoressa d'inglese.

ovvero


Scoppiettante party sul lungo mare di notte per festeggiare una donna effervescente che, con la saggezza di una cinquantenne, il fisico di una trentenne, la gioia di vivere di una ventenne, ammàlia i suoi invitati con danze alla pulp fiction, occhi ridenti nello spacchettare i pacchetti dei regali, energia e grazia nel godersi gli amici, la notte, la vita.

Lei indossa scarpette degne di una pin up e camicetta attillata leggermente trasparente, ma davvero di buon gusto. Intorno, una manciata di quarantenni di vario stile, notai sessantenni con sicura aplombe, studenti francesi ventiquattrenni (completi di ragazze lesbo che si baciano avidamente tra noi), signore/bene con gonne plissettate (incredule di fronte all'effervescenza spontanea della festeggiata), architetti trentacinquenni di vari mestieri, un grappolo di psyco adepti, e persino un ex olimpionico di pallanuoto infiltrato, atmosfera trasversale e libera, creativa, divertente. Bagno notturno (sono completamente pazzi questi triestini) nelle trasparenti acque del golfo.
Tra bocconcini di funghetti e di qualcosaltro, fiumi di vino ghiacciato, musica travolgente e finale di torta alla panna, dichiaro ufficialmente che se avessi avuto al liceo una prof così, il mio compagno di banco mi avrebbe miseramente snobbato, incantato dalla sicurezza e gioia di una donna di tal genere in piedi davanti alla lavagna che disquisisce su Shakespeare (in love?).

Grande Teresa.

10 maggio 2008

Favorisca

Patente e libretto. Si, certo, ahah, sono pronta. Il poliziotto che mi ha fermata è alto e biondo, non che questo migliori la sua posizione di bestia della strada, ma insomma mette in moto certi curcuiti neurocerebrali per cui mi dico, va bene, non c'è problema, chiedimi quello devi chiedermi e facciamola finita, tanto lo vedi che sono una fighetta, noi fighetti ci intendiamo no? (e sfiga che non c'ho una delle mie gonnelline...). Comunque, con gesto elegante e sicuro, prendo la borsa dalle gambe della mia amica C. (non ha la mia borsa tra le gambe, ovviamente, ma sopra), estraggo il mio portafoglio verde bosco, apro e lì, in bella mostra, ostentata come si ostentano uno degli unici documenti moderni e attuali che possiedi, sfilo la mia patente, in formato carta di credito rosa, con una foto raccapricciante, tipo moglie di fantocci. Ma tanto ci sono io davanti a te, bellimbusto di un poliziotto, mica guarderai la foto, no?
Ok, la porgo, la prende. Sorrido ingenua e dico, per il libretto, un attimo di pazienza, sa, la macchina la usa spesso mio padre (che bello faccio ancora la parte di chi è seguita da un papà) e lui tiene tutto a posto... si tratta di un attimo. Non c'è problema, mi risponde.
Apro il fantomatico cassettino, tutto, c'è di tutto. Nell'ordine: fazzoletti di carta stropicciati per pulire il vetro, Tuttocittà ficcato dentro a forza, conseguentamente spiegazzato, scatolette porta braccialettini contro il mal d'auto, senza braccialettini contro il mal d'auto, manuale d'istruzioni per l'uso della skoda, carte di caramelle.
Scusi, chiedo, di che colore è un libretto di circolazione? a dire il vero non lo distinguo... questa è la carta vedere vero? e questo invece l'assicurazione?
Il poncharello della situazione non crede ai suoi occhi, annuisce come si annuisce ad un malato di mente.
Finalmente, dopo telefonatina al papi (abbastanza vergognosa, ma è abituato, è mio padre) lo trovo. Eureka! Soddisfatta e vittoriosa, esibisco il mio libretto spavalda. Non avrai creduto di beccarmi in fallo, vero? dicono i miei occhi.
Lui, uomo di marmo, mi sillaba, lentamente: c'è una brutta notizia.
Io, donna di budino, faccio la donna calma , ma in un nanosecondo passo in rassegna la situazione dell'auto. Frecce, vetri rotti, gomme sgonfie, fari caduti, abbaglianti accesi, curve senza freccia, capelli in disordine. Niente, non mi viene in mente niente.
Lo guardo, ostentando sicurezza, e sarebbe...?
La patente è scaduta.
Rewind.
Al rallenti la boccuccia del police man mi sta dicendo:
la•pa•te•n•te•è•sca•d•uta.
No! dico io, non è possibile, è nuova.
Me la piazza sotto al naso. scadenza il 10 luglio 2007.
Da lì, la mia performance è in discesa, la mia espressione è avvilita. Si, lo rassicuro, non me ne sono accorta, faccia lei, mi dia la multa che devo, insomma non sto mica a guardare la patente ogni minuto (a dire il vero ogni 10 mesi..), sa ho da fare, tengo due creatuuure, e poi lavoro tantoo, e poi sono anche separata... e ho una certa età...
Le mie suppliche rimangono tra me e la mia eleganza di quarantenne incapace. Io sto muta, stoica.
148 euro di contravvenzione.
Prendo il foglietto, mi rimane quel misero foglietto, la patente viene sequestrata. Con dignità sculetto verso la macchina, lasciando una scia di acido fosforico.
Entro, sbatto la portiera e la mia amica C. mi dice, tutta allegra, beh, è andata benone!, pensavo 500 euroni.
Evito qualsiasi commento, metto in moto, la prima, parto.
Quello stronzo mi ha dato anche del lei.

4 maggio 2008

REVOLUTION

Va bene, ci siamo. E' il momento giusto per vuotare il sacco. Non ho assolutamente idea del perchè nel giro di 24 ore mi scatta questa cosa, che ora vi spiego, tra un sabato affollatissimo di amici milanesi e parenti pisani che non si sa come arrivano, dopo uno o due anni non lo so più, negli stessi giorni e vanno via, in direzioni ovviamente diverse, nello stesso giorno. Dunque mi scatta la cosa. La cosa è spogliarmi. Non avete capito bene cosa intendo, relax, non mi tolgo i vestiti (eh,, non per tutti, voglio dire) ma mi tolgo le
"sovrastrutture disponibili ad ammettere la tesi di un io non compatto né unitario e quindi a considerare l’unità della persona nei termini di un fattore meno profondo di quanto spesso si assuma,

cioè

tuttavia non sono altrettanto favorevoli a confrontarsi con le conoscenze acquisite dalla psicoanalisi in merito alle procedure psichiche che ingenerano le discontinuità nelle nostre connessioni personali (scissione, negazione, idealizzazione, identificazione introiettiva e proiettiva.).


( come i più furbi hanno capito ho fatto copia incolla con una googellata di psicanalisi qualsiasi)


Ma comunque volevo dire che da ora in poi IO NON AVRO' PIU' SEGRETI. Quindi, forza e coraggio, affrontiamo una serie di dure realtà, orientabili in un terrificante squisito elenco che di seguito, siore e siori, vado a definire.
(l'elenco è lunghissimo, sono costretta a snocciolarlo un pò per volta, anche perchè per ogni singolo punto mi ci vorrebbe un altro blog intero e non ho tempo, devo, come capirete, affrontare una serie di incombenze quotidiane/mensili/annuali difficili da evitare)

Basta ciance, inizio.
(però cambio post)